Con il suo nuovo romanzo intitolato “Autobiografia“, edito da Giovane Holden Editore, Gianni Iotti compie un’operazione letteraria di rara profondità, allontanandosi dai canoni della memoria personale per immergersi nelle acque torbide della finzione pura. Lo studioso e docente di letteratura francese, già apprezzato per le sue precedenti prove narrative, sceglie di costruire un’opera basata su una tensione costante tra due dimensioni temporali opposte ma complementari. La vicenda si apre nello spazio ristretto di una singola giornata, all’interno di una stanza di cura dove un figlio dichiara di voler derubare la madre, ormai ridotta all’immobilità e al silenzio. Questo confronto muto diventa lo specchio deformante di una vita intera, che la narrazione ripercorre con precisione chirurgica, partendo dalle radici in un villaggio dell’Europa orientale per giungere all’adozione in Italia e alla successiva discesa in un’esistenza segnata dalla violenza e dall’autodistruzione.
Il cuore pulsante del racconto risiede in quello che viene definito un paradigma schizofrenico, generato dalla presenza di due figure materne, quella naturale e quella adottiva. Queste due donne finiscono per rappresentare le sbarre invisibili di una prigione interiore dalla quale il protagonista tenta disperatamente di evadere, muovendosi tra la ricerca di una difficile catarsi e il peso di un crimine incombente. La scrittura di Iotti si distingue per la capacità di alternare descrizioni di estrema oggettività a improvvisi scivolamenti visionari, riuscendo a intrecciare il dramma intimo del singolo con i grandi traumi politici e i cambiamenti socio-economici che hanno attraversato l’Europa e il nostro Paese negli ultimi decenni.
Questo atteso ritorno alla narrativa sarà celebrato in una cornice d’eccezione come il Salone del Libro di Torino. L’appuntamento è fissato per giovedì 14 maggio alle ore 17,15 presso la Sala Lilla della Galleria Visitatori, dove l’autore avrà modo di approfondire le tematiche del libro dialogando con lo scrittore Dario Voltolini. Sarà un’occasione preziosa per scoprire come un intellettuale del calibro di Gianni Iotti, capace di insegnare nelle più prestigiose università europee e di curare testi classici per grandi editori, sia riuscito a trasfondere il rigore della ricerca letteraria in un’opera di così intensa identificazione emotiva.
Michela Iuliani