Chi si occupa di benessere culturale sa che esiste una soglia, difficile da misurare ma immediata da riconoscere, in cui un’opera d’arte smette di essere intrattenimento e diventa qualcosa di più simile a un processo. Una presa di coscienza. Pelle Sottile di Carla Magnoni, visto in video dopo l’ascolto emozionante già fatto dell’album Quello che resta, ha quella soglia ben dentro di sé.
Lo spettacolo, andato in scena il 28 marzo al Teatro degli Avvaloranti di Città della Pieve, è costruito intorno a un’intuizione semplice e potente: la pelle è il confine tra il dentro e il fuori. È la superficie che protegge e che riceve, il luogo dove si imprimono le tracce. E chi ha la pelle sottile – i sensibili, i percettivi – sente tutto di più. La pelle dei sensibili è sottile, dice Magnoni, è più fragile: inevitabile che diventi suscettibile. Ma la pelle sottile non è sinonimo di debolezza ma un modo di sentire più profondo.
Questa premessa non è decorativa. È il fondamento di uno spettacolo che usa la poesia – offerta alla musica come si offre un messaggio a un megafono – per aiutare chi ascolta a riconoscersi. Il processo è quello proprio di ogni buona letteratura terapeutica: vedere rispecchiata la propria esperienza, dare un nome a ciò che si prova, scoprire che gli altri sentono le stesse cose.
I brani di Carla Magnoni lavorano esattamente così. Vita-noi 1-0 non racconta “la fine di un amore” in astratto: racconta la stanchezza specifica di una squadra che ha smesso di passarsi la palla. Mette in scena l’impantanamento, la difficoltà di lasciar scivolare via quello che non c’è più.
L’allestimento minimalista – piano, voce, chitarra, violoncello, batteria – serve perfettamente questa funzione: nulla distrae, tutto amplifica. La poesia ha spazio per fare il suo lavoro. E il suo lavoro, in questo caso, è aiutarci a prendere consapevolezza di noi stessi. A riconoscere la sensibilità come risorsa, non come peso da nascondere sotto strati di difese.
Chi lavora nell’ambito del benessere psicologico e culturale dovrebbe prendere nota: Pelle Sottile è un esempio di come l’arte, quando è onesta, faccia il lavoro più importante. Quello di restituirci a noi stessi.
Michela Iuliani