Marco Barcaroli è tornato sulla scena musicale il 17 aprile con il nuovo singolo intitolato “VUOTO ROMANTICO”, un brano che vede la partecipazione della talentuosa interprete Trisha Rodriguez (in arte Trisha).
Dopo la pubblicazione del concept album “Split To Stay Whole” e di diversi singoli in lingua inglese, il musicista e producer sceglie di misurarsi per la prima volta con una sfida stilistica in italiano. Il brano propone una riflessione profonda e personale sulla percezione del romanticismo nella modernità, ormai considerato quasi un segno di debolezza piuttosto che una virtù. A condividere il microfono con lui in questo nuovo capitolo è Trisha, artista italo-americana nata a Chicago e cresciuta tra Madrid e l’Italia, con una solida formazione accademica in canto jazz presso il conservatorio “G. Puccini” di La Spezia. L’incontro tra i due è avvenuto casualmente in uno studio di registrazione e, nonostante i background musicali differenti, Barcaroli ha intravisto nella voce di Trisha il contrasto ideale per arricchire le sue sonorità tipicamente industrial. L’interprete vanta collaborazioni e studi con nomi di rilievo come Michela Lombardi, Ferruccio Spinetti, Piero Gaddi e Paola Folli, oltre a esperienze prestigiose come l’apertura del concerto dei Manhattan Transfer al festival internazionale del jazz della Spezia nel 2023.
La “sfida” dell’italiano: Dopo una carriera legata all’inglese, perché hai sentito proprio ora l’esigenza di eliminare i “filtri linguistici” per parlare al tuo pubblico?
Volevo uscire dalla comfort zone e allo stesso tempo l’ho visto come un modo di far conoscere a più persone l’industrial. In Italia mi sembra quantomeno sconosciuto o molto nascosto. Fa molto comodo bollare tutto quello che non è pop da classifica come indie o “di nicchia”. Che poi, almeno da quanto ho potuto constatare con qualche amico/conoscente, questo genere è sì meno “immediato” però qualcuno ne rimane affascinato. Basterebbe farlo assaggiare invece di servire sempre la solita minestra. Poi certo se non piace pazienza, l’arte è soggettiva ed è sottointesa come cosa, però escluderlo a priori perché diverso o non redditizio (tanto si va sempre lì a parare) mi sembra sbagliato e anche avvilente.
Il concetto di “Vuoto Romantico”: Il brano critica un romanticismo visto oggi come debolezza. Pensi che i social abbiano reso i rapporti davvero così “meccanici e narcisistici” come descrivi?
Ne sono certo. Basti vedere che i social c’hanno regalato questa brillante invenzione del “ghosting” (inteso come piuttosto che dirti “no” o “non funziona” preferisco sparire di colpo senza dare spiegazioni). Poi uno si meraviglia se ragazzi e ragazze vengono forgiati dalle insicurezze. È tutto così veloce, meccanico e in certi casi pure subdolo. Ci sono persone, ambosessi, che proprio si divertono a illudere, raggirare, creare false aspettative; mi chiedo quale percorso mentale porti a reputare tutto questo come un gioco divertente. Certe volte invidio un po’ i menefreghisti che ci passano oltre. Io purtroppo (o per fortuna per certi versi) faccio parte della tribù dei sensibili che incassano male o per niente. Quindi sì la colpa è dei social ma sarebbe falso non dire che certe persone sono così anche di natura. Metti le due cose insieme ed ecco che il danno è fatto. Ho una visione piuttosto negativa e pessimista su questa aspetto… spero quanto prima di potermi ricredere e che le cose cambino.
Un incontro casuale: La vostra collaborazione è nata per caso in uno studio di registrazione. Cosa ha convinto entrambi che i vostri mondi, apparentemente distanti, potessero funzionare insieme?
Avevamo registrato insieme delle cover in chiave lounge per un progetto dello studio dove lavoravo; lei spesso veniva lì appunto per registrare quindi conoscevo un po’ il suo modo di approcciarsi a brani molto diversi fra loro. Semplicemente, a distanza di un paio d’anni, ho voluto coinvolgerla perché mi piace la sua voce versatile e la competenza di certo non le manca; inoltre mi piace il contrasto nella musica purché contestualizzato e ragionato. Ero pronto anche ad un no dato che il mio genere non è poi così “immediato”, ma ha accettato volentieri e a me ha fatto molto piacere. Spero si ripeta questa occasione (anche “al contrario” magari su un suo progetto).
Sincerità vs Protezione: Hai dichiarato che l’italiano ti rende più ipercritico. È stato difficile “mettersi a nudo” senza lo schermo di una lingua straniera?
Sicuramente. Con la propria lingua madre poi uno cerca di mandare un messaggio chiaro ma senza cascare nella banalità né tantomeno diventare eccessivamente metaforico; per me sarebbe piuttosto dissonante mettere un testo “alla Battiato” con un linguaggio figurativo complesso sopra una base industrial. Quel genere è nato come una rottura attraverso messaggi anche espliciti e quindi verrebbe meno quella filosofia caratteristica.
Il futuro: Il comunicato accenna a un secondo progetto musicale coperto dal massimo riserbo. Puoi darci almeno un indizio sulla direzione che prenderà?
Posso solo dire che sarà qualcosa legato a un progetto di musica per immagini; altro non posso dire al momento.
